Cosa vuol dire che una casa sa di nascita?

Quando un bambino nasce in casa, quello spazio non è più come prima. Spesso le famiglie ci raccontano che alcuni angoli o oggetti della casa assumono un significato diverso, restano impregnati dell’energia delle ore del travaglio, della nascita e dell’accoglimento del bambino. La casa diventa custode della forza di quei momenti e di quella potenza ci si può nutrire per molto tempo, anzi … forse per sempre!


Per festeggiare la giornata internazionale del parto a domicilio che ricorre proprio oggi, 6 giugno, abbiamo chiesto ad alcune mamme di condividere com’è cambiata la percezione dei luoghi della loro casa.


“Sorrido ogni volta che mi soffermo su quello spazio. Soprattutto il posto dove la mia bambina è venuta alla luce, in cameretta, ero inginocchiata.. su quel pavimento tanto famigliare e appoggiata alle sedioline dei suoi fratelli. Si, il quadro che ho colorato pensando a lei mentre era nella mia pancia e poi il posto dove meditavo e praticavo ha un sapore così pieno e ricco di vita ora…”

Sabrina, mamma di Tommaso, Lorenzo e Greta


“Quando ero in travaglio per far nascere il mio bambino in casa ero super felice di essere dov’ero: mi sembrava tutto facile e semplice, il posto e il momento giusto. Poi ho scoperto che facile non lo sarebbe stato per niente, ma semplice sì: ogni piccolo gesto di cura per me e per il mio bimbo si sarebbe svolto agevolmente tra le pareti sicure della mia casa, sul mio letto, nel mio bagno, in cucina. Tutto è stato fluido e denso di significato, semplice nella quotidianità di un miracolo come la nascita. Non ripenso molto ai luoghi di quel giorno, ora che li ritrovo come al solito, coi vari oggetti più o meno al loro posto. Solo ogni tanto, improvvisamente, guardando il letto, il pavimento, la cassettiera, il fasciatoio ripenso lì mi sono appoggiata, lì ho detto che non ce la facevo più, lì ho tenuto in braccio il mio bambino per la prima volta. Non so se vivrò per sempre in questa casa, ma di certo per sempre porterò nel cuore quelle sensazioni, quell’affetto e quella gratitudine che mi rimandano questi momenti.” 

Silvia, mamma di Francesco e Alessandro


“Da quando è nato nostro figlio questa casa ha acquisito un valore inestimabile; quella sala in cui è venuto al mondo ha una luce diversa: molto spesso chiudo gli occhi e rivivo con molta emozione quei momenti indimenticabili. Quella cesta della legna a cui mi sono così tanto aggrappata mi ricorderà per sempre l’intensità della potenza generatrice femminile grazie alla quale si viene naturalmente al mondo. Ricordi indelebili meravigliosi.”

Elisa, mamma di Alex

“Filippo è nato in sala sul tappeto morbido. Mi piace pensare che la prima cosa che ha incontrato è questo tappeto. Nella nostra famiglia il tappeto è un posto dove si vive, sul quale ci piace sederci per fare lavoretti sul tavolino, merenda o aperitivi con gli amici. È un posto dove mi sento sia coccolata che in a contatto con la Terra. E poi il piccolo aneddoto è che l’abbiamo un po’ macchiato durante il parto e anche se l’acqua ossigenata ha perfettamente smacchiato, c’è un segno invisibile di quello che è successo!

Camille, mamma di Filippo
Simona con Pietro ancora nella pancia, in travaglio


“A volte chiudo gli occhi e mi sembra di rivedere perfettamente la nostra casa quel giorno. La luce del sole che filtrava dalle finestre, la vasca in salotto, l’albero di Natale pronto per essere acceso. E poi le luci soffuse, la penombra, il buio per partorire, le luci blu dell’albero. Il tappeto dove i miei piedi trovavano la stabilità della terra e il divano dove aggrapparmi. Su quel tappeto il nostro bambino è nato, è stato accolto dalle mie braccia (mi ero sempre immaginata che sarebbe nato lì, dove tanto ci eravamo coccolati in gravidanza!). Sul divano papà l’ha stretto in un lungo contatto pelle-pelle. E poi ci siamo riuniti nel nostro letto, finalmente in tre, lì dove erano iniziate le prime doglie. Con quella sensazione di incredulità, di gioia, di forza che ti dà la nascita, abbiamo contemplato per ore la nostra meraviglia e realizzato che eravamo davvero una famiglia.”

Simona, mamma di Pietro


Grazie per queste preziose e intime condivisioni!
Buona giornata internazionale del parto a domicilio a tutti voi, ricordiamo ogni vostra nascita con molto affetto!

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