Parto Ho vissuto due nascite

Scritto da Ostetriche Oasi il 12/04/2024

Raffaele Romano fotografo

Articolo scritto da Sofia, Donna, Medica, Mamma di Libero e Leda

Io ho vissuto due nascite.


Dei giorni che precedono la nascita del nostro primo figlio ho ricordi sfocati; ricordo la voglia matta di conoscerlo, la paura (che ora posso definire paralizzante) che qualcosa succedesse ed io per qualche motivo non riuscissi a conoscerlo, un’attesa vigile ma passiva, in balia totale degli eventi e delle mie paure.


La nascita, invece, la ricordo bene.


Una nascita in ospedale, piena di rispetto, ma difficile, per me e per Libero. Un lungo travaglio (in una stanza con luce soffusa e l’abbraccio di mio marito, con la nostra musica nelle orecchie, libera di muovermi a mio piacimento) conclusosi con un cesareo d’urgenza, un dopo che abbiamo costruito insieme come famiglia e con le nostre ostetriche ma per me davvero faticoso, fisicamente ed emotivamente, per quella sensazione che il mio corpo in qualche modo mi avesse tradita, che non mi potessi fidare.


Una nascita con cui, con un grande lavoro su di me, ho fatto pace piano piano ma che di certo ha lasciato delle cicatrici, non solo sul mio corpo


In questi giorni abbiamo festeggiato il primo compleanno della nostra seconda figlia ed io non ho potuto fare a meno di riflettere su quanto (quanto quanto quanto) siano stati diversi i giorni prima della sua nascita, che ricordo minuto per minuto con una vividezza disarmante.


E’ tornata a trovarmi la paura, immensa, terribile, buia, paralizzante di nuovo, MA POI.


Ma poi c’è stato un centro ritrovato, la LUCE che mi sono imposta di tenere bene a mente, la FIDUCIA
TOTALE nella capacità di Leda di guidarmi, di fare lei, di nascere.


Nell’ ultima visualizzazione di Leda all’Oasi prima della sua nascita, l’ho SENTITA dirmi forte e chiaro

Io sono te e tu sei me, tu balla, mamma, che a nascere ci penso io!


E proprio così è stata la sua nascita, così diversa da quello che quello che le mie paure si aspettavano, così CONSAPEVOLE, così PIENA di noi, delle nostre voci, dei nostri cuori.
E così diverso è stato per me il periodo dopo la nascita di L., e non perchè lei fosse una neonata unicorno e mi facesse dormire bene o non volesse stare sempre appiccicata a me, ma perchè il mio CORPO sapeva di poter fare tutto, era sospinto da un’ energia che prima non avevo mai provato.


E diversa è la mia, la nostra vita tutta intera.
Questa nascita così naturale, così potente, dopo la mia prima esperienza di cesareo, non è capitata per caso.


Insieme alle ostetriche, l’abbiamo costruita passo passo, con mattoni fatti di fiducia e consapevolezza, di accettazione, di pazienza, di fragilità e forza.
Di mani e di occhi e di orecchie. E di cuori vicini, affini.
Di questa loro PRESENZA sarò sempre, per sempre, grata.
Ci siamo preparate e l’abbiamo fatto.
A tratti è stato faticoso, spaventoso, ma quello che davvero ho imparato è che possiamo sempre scegliere con che occhi guardare la realtà, per quanto sforzo ci possa costare.

E così la paura buia si è illuminata di stelle, e noi abbiamo imparato a guardare la meraviglia.

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