La nascita in casa di Rachele, vista con gli occhi dell’ostetrica.

Siamo arrivate di notte.
Nel silenzio della montagna, la vostra casa dormiva.

Ricordo la luce della stufa nel buio, il profumo delle rose di maggio, il respiro del vostro cane che sonnecchiava.
Tua madre si accarezzava la pancia. Tra il sonno e la veglia aveva intuito il tuo arrivo, ma c’era ancora tempo.
Mentre lei riposava, tuo padre preparava un thè e ci raccontava sottovoce, per non svegliare tuo fratello, storie di pane e di vita in montagna.
Tua madre intanto ti aspettava, cullandoti nella fiducia, nella calma e nell’intimità della vostra casa.

Le onde del travaglio sono arrivate lentamente, mentre lei scivolava
con dolcezza dal sonno al viaggio del vostro incontro.

E poi l’aria fresca dell’alba, le mani che scaldano la sua schiena, la fatica che diventava movimento, sospiri e passi per la casa. Il suono dei piedini di tuo fratello che corrono sul pavimento.
Con la luce del mattino il ritmo è cambiato e si è fatto intenso, serrato,a preciso.
La casa si è svegliata.
Tuo padre ha preso il braccio tuo fratello che, serio e attento, mangiava un biscotto e ci guardava.

E poi un cerchio di donne che massaggiano, osservano, sussurrano, tengono il tempo e scrivono questa storia.

Vedevo la fatica sul volto di tua madre, che solida e in piedi chiudeva gli occhi e con la voce ti chiamava.
I tuoi genitori si scambiavano sguardi e parole. Tuo fratello portava un gioco, un regalo per il bimbo nella pancia.
Tuo padre sorrideva “Non ancora”.
Ed eccovi tutti e quattro lì, vicini, stretti accanto ad un cuore appeso al soffitto.
Perché ho scoperto che a casa vostra, si nasce sotto ad un cuore.
E il momento è arrivato.

Tua madre cavalcava le grandi onde di fatica e tu scivolavi nel mondo.
La potenza e la bellezza di tua madre mentre ti dava alla luce.
Ed eccoti.

Tua madre rideva “È una pupa!”
Tuo padre mi ha guardata “È una femmina?”
E io con un filo di voce “Si”
E davanti a te la gentilezza, la saggezza e l’amore della tua famiglia

Sono ancora all’inizio del mio percorso da ostetrica e la tua è stata una delle prime nascite a casa alle quali ho assistito. Essere presente quel giorno è stato per me un regalo e un onore.

Benvenuta al mondo, Rachele, rosa di maggio!

Rachele, nata da poche ore, la mano della sua mamma e una delle rose che erano sul tavolo della cucina ad accoglierla
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