Come si sceglie dove accogliere il proprio bambino? La nostra esperienza.

Oggi, 6 giugno è la giornata internazionale del parto a domicilio. Per noi dell’Oasi è una giornata doppiamente importante, 2 ricorrenze in uno!

Innanzitutto a livello globale si celebra la nascita in casa, pratica in cui crediamo e scelta consapevole che siamo onorate di sostenere. Inoltre per noi oggi è un compleanno importante: il nostro sito web compie 4 anni dal suo lancio!!!

Grazie a tutte le persone che ci hanno sostenute e lette in questo tempo, presto ci sarà un aggiornamento approfondito in cui ci saranno molte novità e aggiunte, tra cui quella di un nuovo membro al nostro team, l’ostetrica Sofia Mirimin!

Tornando al tema della giornata, avremmo voglia di raccontarvi un po’ più del nostro lavoro.

Siamo un gruppo di ostetriche, assistiamo la nascita a casa da molti anni, come team dal 2014. Annualmente assistiamo circa 15 parti a domicilio.

E’ sempre curioso e stimolante per noi vedere come le storie, i percorsi della gravidanza, evolvono.

A volte ci sono coppie che arrivano già sicure: scegliere come luogo per la nascita del figlio la casa è ovvio per loro. Lo hanno immaginato da sempre e non hanno bisogno di sapere altro.

Altre volte nella coppia è uno dei due (spesso la madre,ma ogni tanto il padre) a sentire la casa come luogo sicuro per mettere al mondo la loro creatura. In quel caso occorre confronto, dialogo, approfondimento di temi che spesso generano domande come per esempio: ‘E se succede qualcosa? Cosa fate a casa?’ oppure ‘Partorire a casa è sicuro? Cosa dicono le evidenze scientifiche?’ Alla fine l’obiettivo è trovare un compromesso dove entrambi si è d’accordo. Per nascere in casa entrambi i genitori devono sentire di appoggiare questa scelta, non ci si può lasciar convincere.

E poi chi ci arriva per caso. Mano a mano che la gravidanza prosegue comincia a sentire dentro di sè una necessità, un piccolo desiderio che cresce, avvolto da dubbi e domande. Magari ci si chiede: ‘Perchè alcuni scelgono di partorire a casa? E’ una strada percorribile?’ E piano piano matura l’idea: ‘Sì, partoriremo a casa!!’

Mamma Chiara e papà Luca hanno appena accolto la piccola Agata nella loro casa.

E’ un aspetto davvero appagante del nostro lavoro accompagnare le riflessioni di chi aspetta un figlio.

Il nostro ruolo come ostetriche è sostenere uno spazio accogliente dove ci si può sentire liberi di porsi dei dubbi, di dar voce alle domande, di ascoltare risposte che cercano di essere il più neutrali possibili. Qua si esprime appieno l’arte maieutica, il lasciare che i futuri genitori possano far uscire da loro stessi ciò che alla fine li porterà a definire il luogo del parto.

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