Allattare in tandem: quanto è faticosa questa pedalata?

Per celebrare la SAM (settimana mondiale dell’allattamento) abbiamo pensato di condividere l’esperienza di 3 mamme dell’Oasi che hanno allattato in tandem, cioè, nel loro caso, in contemporanea 2 figli di età diverse. E’ un tema abbastanza di nicchia, di cui non si parla spesso, anche se già nel 2013 il Ministero della salute ha prodotto un breve documento, scaricabile qui, per dare informazioni scientifiche su allattamento in gravidanza e allattamento in tandem.

Tante volte ci si ferma ai pregiudizi e ai sentiti dire su questo tema, per sfatarne molti vi consigliamo la lettura di questo articolo. Ed ora la parola alle mamme!

Ho allattato in tandem Martino e Lucia per 9 mesi, fino ai quattro anni e mezzo di Lucia.

In questo periodo ci siamo sentiti come macchinisti di un treno lanciato ai mille all’ora, difficile da guidare. Mentre aspettavo Martino provavo fastidio al seno nell’allattare Lucia e credevo che con il parto la parte faticosa sarebbe terminata: allattare la prima figlia, prima della gravidanza, è sempre stato un momento rilassante, intimo, nostro.

Non avevo pensato agli imprevisti: allattare insieme è già faticoso, di per sé, nella quotidianità; con le malattie mie o dei bambini e durante il lockdown credevo di non farcela. Non avevo immaginato che Lucia cambiasse la sua routine nelle poppate giornaliere: è passata dall’attaccarsi 3-4 volte a chiedere di essere allattata 10-12 volte al giorno, compresa la notte. Uno dei momenti in cui ho faticato di più  è stato quando io ed il bambino più piccolo avevamo l’influenza, Lucia di notte reclamava la tetta e piangeva perché non voleva aspettare.

Mi ha aiutato non allattarli più contemporaneamente, anche per la difficoltà a gestire le sensazioni fisiche date dai due diversi tipi di suzione, avere dei momenti della giornata in cui non fossero presenti entrambi, non allattare Lucia di notte, il supporto quotidiano di mio marito e la possibilità di chiedere aiuto all’ostetrica e ad altri.

Noemi, mamma di Lucia e di Martino

Lucia, Martino e mamma Noemi

Cara mamma, stai pensando di continuare ad allattare il tuo bambino anche se presto un nuovo cucciolo arriverà ad allietare la tua vita? Ebbene sì, io sono come te.

Ho praticato l’allattamento in tandem per quasi due anni e se tornassi indietro lo rifarei. Preparati a scene meravigliose in cui i tuoi bimbi si attaccheranno uno per ciascun seno e succhieranno guardandosi negli occhi e magari tenendosi la mano. Sono momenti magici per il cuore di una mamma…ma sappi che non sarà sempre facile, il tuo cammino è irto di spine. Se aspetti già il secondo bambino ti sarai accorta che allattare in gravidanza è molto fastidioso, soprattutto nei primi mesi. Col procedere della gravidanza la cosa si attenua e si fa altalenante, ma non scompare mai. Io personalmente avevo deciso di ridurre il tempo delle poppate perché il fastidio aumentava proporzionalmente ai minuti. Ovviamente ciò generava in me un non indifferente senso di colpa per non aver soddisfatto pienamente le richieste della mia primogenita, ma sono ormai giunta alla conclusione che il senso di colpa sia fisiologico per una madre.

Come ben sai la società mal digerisce l’allattamento a lungo termine, se poi c’è un secondo bebè chiaramente dipendente dal seno poi…immagina le reazioni!

Preparati ad affrontare i  commenti sgradevoli, io sono una ribelle quindi per me è stato quasi divertente! Potresti decidere di allattare il primo solo a casa, ma attenzione a non ferirlo perché potrebbe fraintendere e sentirsi “cattivo ” quando lo fa. Ricordati che il tuo primo bambino per un po’ vivrà con l’incubo di essere stato soppiantato nel tuo cuore dal fratello, continuare ad allattarlo sarà utile per fargli capire che non è  così però se decidi di porre limitazioni alle poppate assicurati che lui le capisca. L’ultima cosa importante prima di intraprendere questa strada è che devi essere disposta a rinunciare a te come donna per parecchio tempo. Sai quanto tempo richiede allattare un bambino, chiaramente quando parliamo di due ci vuole molto più tempo. Non è piacevole per il seno attaccarli contemporaneamente quando anche il secondo inizia ad acquisire forza nella suzione, quindi non si può ottimizzare con questa soluzione. Per un po’ ti toccherà occupare tutto il tuo tempo a fare la mamma, la tetta non si può delegare! Sarai stanca, ma non fisicamente…sarai stanca di non poter mai avere un attimo per te perché appena ti siederai arriverà qualcuno in braccio per attaccarsi.

Nonostante tutto lo rifarei, perché? 

Cosa sono due anni in tutta una vita? La vita di una mamma comunque non è facile nè riposante perciò tanto vale dare tutta te stessa. Lo rifarei perché questo ha rassicurato la mia primogenita portandola a sviluppare pochissima gelosia nei confronti della sorella…ed ha attenuato il mio senso di colpa per aver distrutto il suo piccolo mondo con una piccola creatura urlante. Se dovessi tornare indietro ripercorrerei la stesso sentiero perciò cara mamma ti dirò solo: Buon viaggio! 

Alice mamma di Tabata e Xeni

Lucia e Martino leggono insieme

L’allattamento in tandem è una delle moltissime cose (se non tutte) riguardo la maternità e l’accudimento dei figli che in realtà non è una scelta.

La mamma decide di intraprendere questa strada per accogliere il bisogno del suo bambino, che è già grande ma ancora piccolo, e che è diventato fratello.
È una strada come tante (se non tutte) che si incontrano nella genitorialità: piena di curve, di alti (l’estasi di avere i cuccioli entrambi addosso, che si tengono per mano) e di bassi (quando tutti piangono e ci chiediamo chi ce l’ha fatto fare).
Una scelta che non si sceglie ma che si contratta un giorno alla volta: quando il piccolo ha delle esigenze particolari e magari fatica ad attaccarsi, quando il grande deve metabolizzare la novità e richiede il seno come suo fratello neonato, quando la mamma è talmente stanca che offre il seno a quello sbagliato (e il fortunello di solito ne approfitta).


Un giorno alla volta, una crisi alla volta, una cosa bella alla volta:

noi il nostro tandem l’abbiamo vissuto così, e non sono mancati i momenti di scoraggiamento, di “abbiamo sbagliato tutto”. Ogni tanto è più facile ricordarselo, di prenderla con filosofia, che tutto passa e in un attimo sono grandi. Cercare in questo e nella vita la leggerezza, senza prendersi troppo sul serio.
Ascoltarsi, ascoltarsi sempre: quando si sentono consigli che non ci suonano nostri, quando invece dal nulla ci viene l’ispirazione per un cambiamento, tendiamo sempre l’orecchio a questa vocina, questa bussola che abbiamo dentro di noi e che ci indica la strada. Perché il viaggio sa essere faticoso come mai nulla prima, ma può essere sorprendente!

Silvia mamma di Francesco e Alessandro

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