Approfondimenti La placenta, la “sorella” del bambino

Scritto da Ostetriche Oasi il 19/07/2016

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Proviamo a guardarci l’ombelico: possiamo scorgere una piccola cicatrice o un nodo. Questo è ciò che è rimasto dopo il distacco del cordone ombelicale avvenuto qualche giorno dopo la nostra nascita.

Il cordone ombelicale ci univa alla placenta, la “sorella” che ha accompagnato ognuno di noi durante i 9 mesi della gravidanza, svolgendo un ruolo fondamentale e unico per la nostra crescita e formazione.

La placenta è un vero e proprio organo che inizia a formarsi quando l’ovulo fecondato, dopo 4 o 5 giorni dall’incontro con lo spermatozoo, viene accolto dal terreno fertile dell’utero. Inizia così l’annidamento: uno strato di cellule comincia ad addentrarsi nell’endometrio creando nuovi vasi sanguigni, in una geometria perfetta e unica.

Inizia a crescere così la placenta. Il resto delle cellule diventano invece il sacco amniotico e l’embrione, il futuro bambino. Attraverso i vasi sanguigni della placenta inizia la comunicazione e la relazione di scambio tra mamma e bambino.

La placenta di Gioele
La placenta di Gioele

La particolarità di questo sistema è che sangue materno e fetale non si mescolano mai, ma entrano in contatto attraverso la placenta che regola gli scambi di ossigeno e anidride carbonica, sostanze nutritive e di scarto, ormoni, anticorpi.

E’ come se questo unico organo svolgesse tutte le funzioni di un corpo umano. Protegge infatti il bambino da agenti patogeni, analizza i suoi bisogni e produce ormoni utili sia alla mamma che al bambino e il liquido amniotico.

Vista l’importanza della placenta, possiamo immaginare quanto la salute del bambino dipenda da essa. Ma non solo, dalla placenta dipende anche la salute della mamma e viceversa. Quindi la salute di mamma, bambino e placenta sono strettamente collegati tra loro.

Come favorire quindi la buona funzionalità della placenta durante la gravidanza?

Ecco qualche esempio:

  • alimentarsi in modo adeguato scegliendo cibi di qualità;
  • stile di vita sano: sostanze come la nicotina o l’alcool attraversano la placenta e possono ostacolare la crescita del bambino;
  • dedicarsi degli spazi in cui portare l’attenzione al proprio bambino e alla placenta, come partecipare a incontri di accompagnamento alla nascita, di movimento e rilassamento o di acquaticità. Questi momenti possono aiutare a rallentare i ritmi frenetici delle giornate e lo stress, a favore del benessere. E’ proprio l’alternanza equilibrata tra stress e benessere a creare la salute;
  • la respirazione profonda addominale: migliora la circolazione placentare e rallenta le onde cerebrali. Spesso infatti i bambini aumentano i loro movimenti durante questi respiri profondi;
  • visualizzare il bambino, il cordone ombelicale, la placenta, il liquido amniotico e immaginare di nutrire le radici del bambino attraverso il respiro;
  • dedicare un tempo per la coppia: se la donna è nutrita anche da un punto di vista affettivo, a sua volta potrà nutrire meglio il bambino.

La placenta e il cordone ombelicale sembrano essere importanti anche per un altro aspetto che riguarda il bambino: il suo sviluppo motorio e sensoriale. Con il supporto dell’ecografia si è visto che il bambino afferra il cordone ombelicale come se per lui fosse un gioco.

La placenta invece sembra attrarre il bambino per le sue caratteristiche di calore, morbidezza e vascolarità. Sempre attraverso l’ecografia si vedono bambini che passano parte del tempo vicino alla placenta. Così cordone ombelicale e placenta rappresentano gli oggetti da scoprire all’interno del grembo e con essi il bambino fa le prime esperienze di gioco e conoscenza.

Ecco perché possiamo ritenere la placenta un po’ come una sorella, una compagna di viaggio durante i 9 mesi della gravidanza.

Letture consigliate:

  • Robin Lim “Il libro della placenta”: cos’è la placenta, tradizioni e rituali nella storia, rimedi per mamma e bambino
  • Shivam Rachana “Lotus Birth: il parto integrale. Nati con… la placenta!”: la pratica che consiste nel non recidere il cordone ombelicale e nel lasciare il bambino collegato alla placenta fino al suo distacco
  • Cornelia Enning “Rimedi placentari per l’autocura”: come utilizzare la placenta per farne dei rimedi per mamma e bambino

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