Test di gravidanza positivo!! Come districarsi nel primo trimestre.

Poco più di un anno fa, il primo gennaio, scoprivo di essere incinta e cominciavo in maniera cosciente a prendermi cura della nostra creatura, che avremmo poi scoperto alla nascita essere Leo. Ricordo quei mesi con particolare tenerezza e mi piace, a dodici mesi di distanza, avere la possibilità di tornare là con il pensiero.

Il primo trimestre della gravidanza è un periodo che spesso viene vissuto come una fase di transizione, di cui a nessuno sembra importare. Noi professionisti della nascita sovente la vediamo come un periodo dalle tempistiche strette: la necessità di ritirare l’agenda della gravidanza velocemente, in tempo per prenotare la prima ecografia, ma solo dopo aver riflettuto sui test di screening, ma solo dopo aver ricevuto un councelling adeguato! Fretta fretta fretta!!!

Come mamma in attesa a volte ci si sente in un limbo, vivendo con un segreto che non puoi e/o non vuoi ancora rivelare, fingendo che nulla sia cambiato, quando in realtà nulla è più come prima! Ti senti diversa, la definirei una trasformazione sottile, perchè meno evidente esteriormente, ma non per questo meno importante e profonda, anzi!

Lo sviluppo che il piccolo embrione sta attraversando in queste prime fasi è proporzionalmente ben più straordinario di ciò che accadrà dopo! Questo ci spiega la stanchezza che questi mesi iniziali portano con sè e la necessità di rallentare e di prendersi cura di se stesse.

3 suggerimenti per vivere il 1° trimestre in salute e pienezza

#1 Stare nel qui ed ora. E’ facile proiettarsi con la mente a ciò che verrà dopo: la pancia visibile, i primi movimenti, la nascita, la vita dopo… certe volte addirittura i primi passi del nostro bambino! Ma la creatura ha appena cominciato la sua storia uterina e ciò di cui più ha bisogno è l’attenzione di due genitori consapevoli! Rilassarsi tutti i giorni, concetrarsi sul respiro, praticare yoga o altre tecniche di rilassamento sono i primi importantissimi gesti che si possono fare per gustare nel presente ogni istante con consapevolezza e prevenire lo stress.

#2 Il riconoscimento della presenza del bambino da parte delle persone più a stretto contatto, in primis il papà. E’ vero, per molti motivi sarà utile, ma anche bello, mantenere segreta questa nuova dolcissima presenza interna, ma questo non vuol dire ignorarla! Ricordo con estremo piacere le prime settimane in cui solo mio marito e io sapevamo di Leo nella pancia, quella sensazione di allegra freschezza che ci pervadeva, come due bambini complici di una marachella ancora non svelata. E’ già tempo per pensarlo, magari dedicando uno spazio serale, in cui il papà può massaggiare la pancia prendendosi così cura di due amori in un solo gesto.

#3 Pensare che tutto ciò che si fa in questa fase è grandissimo investimento per ciò che verrà dopo. Il tempo che la mamma in attesa dedica a se stessa già dai primi mesi è nutrimento per il proprio bambino. Lo aiuta nello sviluppo , favorendo il funzionamento della placenta, organo che si occupa di tantissimi aspetti, tra cui la crescita del bambino, la produzione del liquido amniotico e di ormoni che sostengono la gravidanza. E’ tempo di riflettere sul proprio stile di vita, mantendo o riscoprendo una sana alimentazione, una buona postura e coltivare spazi per l’attività fisica.

Ogni grande albero è stato un germoglio bisognoso di cura.

3 cose da fare per cominciare il percorso di assistenza

#1 Ritirare l’agenda della gravidanza. In Piemonte, poco dopo aver scoperto di essere in dolce attesa, solitamente attorno alla sesta settimana di gravidanza, ogni mamma deve passare presso il consultorio di riferimento per ritirare un’agenda/raccoglitore ad anelli che la accompagnerà durante tutto il percorso. Essa contiene già tutte le impegnative per le ecografie e gli esami del sangue di cui una mamma in salute necessita. Attenzione l’agenda ha misure 33×33 cm! Quindi se non si vuole dare troppo nell’occhio subito dopo il ritiro meglio portarsi una borsa di dimensioni adeguate!! :)

#2 Scegliere il professionista di riferimento. Chi voglio che si occupi di noi in questa avventura? Innanzitutto occorre chiarire i ruoli. L’ostetrica per una gravidanza in piena salute, il medico ginecologo per una mamma che parte con qualche aspetto in più da tenere sott’occhio. In dubbio su quale sia la scelta giusta nel proprio caso? La cosa migliore è telefonare all’ostetrica e parlarne con lei. In ogni caso il sostegno che questa figura può dare va ben al di là dei semplici controlli medici. Si parla di assistenza circolare, perchè si prende cura della mamma, del papà e del bambino in arrivo su tre livelli: corporeo, emozionale/relazionale e comportamentale/ambientale. Quindi anche laddove la figura di riferimento principale sarà il medico,  il sostegno dell’ostetrica sarà comunque differente e determinante.

#3 Cominciare a riflettere sui test di screening prenatali. Forse potrebbe sembrare un controsenso con il punto 1 della serie precedente (stare nel qui ed ora). Certamente la cosa importante è darsi tempo per creare uno spazio per il proprio bambino e sentirsi pronte ad accoglierlo prima di vederlo, anche ecograficamente. Al bando quindi la fretta. Ma se con i propri tempi si vuole cominciare a fare già qualche riflessione potrebbe essere utile! Iniziare a capire qual è la strada proposta dei test di screening, se la si vuole percorrere, quali sono le opzioni. Alcune informazioni possono essere trovate sull’agenda verde della gravidanza (pagine 69 e 110), altre possono essere trovate qui. Parlo di proposta perchè nulla è obbligatorio! Qui ritornano le parole consapevolezza e scelta informata. Saperne già un po’ al primo incontro potrà aiutare a porre più domande al professionista che si avrà di fronte e già cominciare a vivere la gravidanza da protagonisti!

Nel nostro primo trimestre ho avuto la fortuna di godermi una vacanza programmata prima di scoprirmi incinta. E’ stata un toccasana!! Mai come in questi mesi ci sarebbe bisogno di una pausa dal lavoro e dalle nostre vite concitate per poter assaporare la lentezza del miracolo che sta avvenendo dentro di noi.

National History Museum di Londra. Modellino 3D di un feto a 10 settimane di gravidanza paragonato con la mia mano. In quel momento Leo aveva quelle dimensioni!

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