Cosa prova una mamma in quarantena? Rivivere il puerperio ai tempi del coronavirus.

Siamo in quarantena da quasi 4 settimane. Mai avrei pensato di vivere così questo tempo della mia maternità. Io e Pietro uscivamo spesso, incontravamo amiche, mamme… e ora siamo di nuovo chiusi in casa. Sì, di nuovo. E riaffiorano i ricordi di quei primi 40 giorni di vita di Pietro.

Ogni tanto mi manca l’aria. Di nuovo.

Ogni tanto mi sento sola. Di nuovo.

Ogni tanto mi sento scollegata dalle mie emozioni, talmente sono immersa nel ritmo incalzante della giornata. Di nuovo.

Ogni tanto mi sento persa. Di nuovo.

Eppure dovrei essere felice! Sono qui con il bambino che ho tanto desiderato, abbiamo tutto il tempo che vogliamo per noi. Posso “godermelo”. Ma non sempre ci riesco. Di nuovo.

Ma ora lui ha tre mesi e mezzo.

Questo tempo fuori dalla pancia più i 9 mesi dentro la pancia, più il parto, qualcosa devono pur avermi insegnato!

Sì, ora lo so. Pietro è il mio specchio. Ho capito che devo guardare lui per guardare dentro di me. Quando questo accade, ecco che trovo qualche emozione da lasciar andare,insieme alle lacrime. Piano piano mi sento più leggera, più equilibrata…  riesco a sentirmi, a stare nel qui ed ora. Ed ecco, ora sì che mi godo i suoi sorrisi, i nostri corpi a contatto. Lo vivo, ci viviamo l’un l’altro, e scopro la bellezza di essere la sua mamma. Mi sento appagata, nutrita, felice.

Non è stato semplice arrivare a questa consapevolezza che riesce ad alleggerire questi giorni di quarantena e mi permette di non ritornare in quel tunnel buio del puerperio.

Ma il mio pensiero va proprio a chi ora si sente in quel tunnel…

A chi si sente sola, persa, svuotata, stanca.

A chi sta sperimentando ritmi lenti, scanditi da poppate, pianti, nanne solo in braccio.

A chi sta scoprendo una realtà completamente diversa da quella che si aspettava.

A chi pensava si sarebbe sentita la persona più felice del mondo e ora si sente spesso triste.

A chi pensava si sarebbe subito innamorata del proprio bambino ma per ora lo vede come un estraneo.

A chi non pensava che avrebbe provato tutto quel dolore al seno, al bacino, alle ferite.

A chi ha la sensazione che da quel tunnel non si riesca ad uscire.

Simona e Pietro a contatto imparano a conoscersi
e trovano il loro equilibrio.

Quel buio spaventa terribilmente. Sì, io ho avuto molta paura.

Mi sentivo una grande responsabilità nei confronti del mio bambino. Avevo paura di non essere all’altezza, di non nutrirlo a sufficienza, di non amarlo abbastanza, di non essere una buona madre, di non tornare più quella di prima. Non è stato facile guardare in faccia queste paure. Ma ad un certo punto ho dovuto, ho preso coraggio.

Com’è successo? Fatico ancora oggi a spiegarmelo… quello che ho fatto è stato massaggiare il mio bambino, stare con lui pelle-pelle, usare la fascia. Ho avuto bisogno di tenerlo a stretto contatto. Con lui vicino ho iniziato a ritrovare me stessa, a sentirmi. Ho accolto quel buio ed è scattato qualcosa dentro, è arrivata la svolta. Ho iniziato a vedere la luce in fondo al tunnel.

Ebbene sì, la luce in fondo al tunnel esiste!

A piccoli passi tutto prende forma, tutto inizia ad avere un senso. Quel tunnel va percorso, ogni passo porta con sé nuova consapevolezza e lentamente si rinasce. Ci vuole fiducia, bisogna crederci.

Cara mamma, non sei sola. Siamo in tante qui fuori!

Accogli le tue emozioni, lasciale fluire. Cerca di lasciar emergere i tuoi bisogni profondi. Piangi, ridi, urla tutte le volte che serve! Accogli te stessa con le fatiche e le paure del momento. Stai facendo tutto il possibile. Sei tutto ciò di cui il tuo bambino ha bisogno in questo momento.

Tutto passa, tutto cambia. E scoprirai quanto sei forte, ti scoprirai leonessa. Scoprirai che diventare madre non è solo mettere al mondo un figlio e crescerlo. Diventare madre è una grande opportunità per guardarsi dentro, per scoprire quante risorse abbiamo. È rinascere.

2 commenti
  1. Beatrice
    Beatrice dice:

    Grazie per queste bellissime parole. Mi hanno commosso e rincuorato. Sono a casa con la mia piccola di appena 5 settimane, 4 delle quali passate in casa da soli, in quarantena, io lei e mio marito. E’ la mia prima figlia ed è faticoso… la nuova routine è per me difficile da vivere e da accettare, ed è faticoso anche capire quanto le difficoltà e le paure che sento adesso sono legate al puerperio e quanto sono aumentate a causa di questa situazione che ci costringe a casa 24 ore al giorno. Condivido le tue parole e le tue emozioni e mi rincuora sapere che tutto passa.

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  2. Simona
    Simona dice:

    Cara Beatrice,
    Hai tutta la mia comprensione… sì, è faticoso, tanto. In più si aggiunge anche questa reclusione forzata. Le paure fanno parte di questa fase, e quello che mi sento di dirti è di non spaventarti di queste paure, non respingerle: possono diventare la tua guida, sono parte di questo cammino. Piano piano diventeranno più leggere e lasceranno spazio all’amore, alla bellezza, alla gioia.
    Per me era stato terapeutico dare un nome alle paure e alle fatiche e raccontarle a chi mi stava accanto. E poi mi aveva fatto molto bene ascoltare testimonianze delle mamme che avevano vissuto quel momento e che ce l’avevano fatta! La condivisione mi faceva sentire meno sola… e oggi è ancora più importante, proprio perché siamo costrette a stare in casa. Potresti cercare nella tua zona se esistono dei gruppi di mamme che in questo momento storico si incontrano on-line… o se vuoi dirci dove abiti magari riusciamo a darti il contatto di qualche nostra collega ostetrica.
    Un abbraccio virtuale, da mamma a mamma.

    Simona

    Rispondi

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